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Italo Svevo
"Il mentitore dovrebbe tener presente che per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie."

Luigi Pirandello
Italo Svevo

Italo Svevo (1861-1928) e' il nome d'arte di Ettore Schmitz nato a Trieste da famiglia ebrea, studia all'istituto superiore di commercio e lavorerà prima in Banca, successivamente entrerà nell'attività commerciale del suocero. La sua vita è in gran parte sintetizzabile nel binomio "affari-letteratura". Il suo sogno resterà sempre quello di diventare scrittore e lo perseguirà con caparbietà superando le delusioni degli insuccessi dei suoi primi romanzi. A sue spese pubblica Una vita e nel 1898 pubblica il suo secondo romanzo; entrambi non ottengono successo. Tema dei due primi romanzi è quello degli autoinganni della coscienza dei protagonisti e della loro inettitudine. Con la pubblicazione della Coscienza di Zeno (1922) e con l'ultima incarnazione dell'inettitudine nel suo protagonista Zeno Cosini arriverà anche il successo, grazie anche alla mediazione di Joyce, che legge e apprezza i suoi romanzi.

Lo pseudonimo “Italo Svevo” compare per la prima volta in “Una Vita” (“Un inetto”) e, come afferma egli stesso nel suo “Profilo autobiografico” (1928), nacque con l’esplicito intento di “voler affratellare la razza italiana e quella germanica” che sentiva entrambe presenti nella storia della sua famiglia e nella sua stessa personale cultura.

Svevo puntualizza inoltre che “il suo autore preferito divenne presto lo Schopenauer, e forse fu al grande filosofo che si deve il pseudonimo di Italo Svevo che per la prima volta apparve sulla copertina di Una vita. Alfonso, il protagonista del romanzo, doveva essere proprio la personificazione dell’affermazione schopenaueriana della vita tanto vicina alla sua negazione.


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