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Lo
pseudonimo “Italo Svevo”
compare per la prima volta in “Una Vita”
(“Un inetto”) e, come afferma egli stesso
nel suo “Profilo autobiografico” (1928),
nacque con l’esplicito intento di “voler
affratellare la razza italiana e quella germanica”
che sentiva entrambe presenti nella storia della sua
famiglia e nella sua stessa personale cultura.
Svevo puntualizza inoltre
che “il suo autore preferito divenne presto
lo Schopenauer, e forse fu al grande
filosofo che si deve il pseudonimo di Italo
Svevo che per la prima volta apparve sulla
copertina di Una vita. Alfonso, il protagonista del
romanzo, doveva essere proprio la personificazione
dell’affermazione schopenaueriana della vita tanto
vicina alla sua negazione.”
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