Breve
Introduzione
Più ancora di Pirandello,
Italo Svevo sonda le nuove dimensioni
dell’animo umano e opera
uno scavo nella coscienza di casi individuali,
per mettervi in luce le ragioni più segrete
delle azioni di ciascuno.
E’ quindi evidente in lui, come in altri
autori europei, la forte influenza di
Freud e l’acquisizione di strumenti
analitici e introspettivi per penetrare nelle
zone dell’inconscio.
I suoi personaggi sono degli
inetti, incapaci di affrontare
la realtà, per cui mettono in moto, per
auto-difendersi, dei meccanismi
di difesa che l’autore analizza con elevata
precisione.
Lo scopo della sua indagine è infatti il
modo di atteggiarsi del protagonista di
fronte alla realtà, in uno scontro
che finisce sempre con la sconfitta.
La tematica di fondo dell’opera di Svevo
è quindi l’impossibilità
da parte dell’uomo di stabilire
rapporti autentici con se stesso e con gli altri,
a cui conseguono le infinite contraddizioni che
gli tolgono la forza di agire.
A differenza di Pirandello i casi descritti non
sono simbolo di verità universali, ma casi
individuali, anche se sintomatici di
una grave crisi generale dell’uomo.
Egli rivolge la sua attenzione al modo in cui
la realtà si infrange all’interno
del protagonista.
La
coscienza di Zeno è
come un diario che il protagonista scrive su consiglio
del suo psicoanalista: in esso vengono perciò
portate in luce le stratificazioni della
coscienza, attraverso il metodo
psicoanalitico. Ciò comporta notevoli
novità per quanto riguarda
il piano della narrazione, del personaggio (in
questi casi si parla anche di dissoluzione del
personaggio) e del tempo: tutto viene narrato
e visto attraverso l’occhio e la mano di
Zeno.
|