Curiosità

Riconoscere l'Inganno
dalla Voce

Sotto questo titolo si raccoglie tutto quanto attiene al linguaggio parlato, meno le parole.
Gli indizi vocali più comuni fra quelli che fanno sospettare un inganno sono le pause nel discorso. Le pause possono essere troppo lunghe o troppo frequenti. L’esitazione al momento di attaccare a parlare, soprattutto in risposta a una domanda, può far nascere sospetti. Altrettanto vale per frequenti pause più brevi durante il discorso. Altri indizi possono essere gli errori, come l’intromissione nel discorso di “non parola” (“ehm”, “uhm”, ecc.), le ripetizioni (“io, io, io veramente…”) e le parole ripetute a metà (“Vera-vera-mente io…”).

Questi indizi (errori e pause) possono presentarsi per due ragioni affini.
Chi mente può non avere elaborato a puntino la sua versione: se non si aspettava di dover mentire, o anche soltanto non aveva previsto una certa domanda, può esitare o confondersi.

Ma la cosa può succedere anche quando una bugia è ben preparata: un alto livello di apprensione all’idea di poter essere scoperto può avere lo stesso effetto.

L’inganno può trapelare anche dal suono della voce.

Il segno vocale di emozione più documentato è l’acutezza; la voce diventa più acuta in situazioni di turbamento: di rabbia o di paura. Qualche dato inoltre sembra indicare che la voce cali di tono con la tristezza e il dispiacere. Altri segni sono l’accelerazione e l’aumento di volume in situazioni di collera o di paura, il rallentamento e l’abbassamento di volume con la tristezza.

Le alterazioni della voce prodotte dalle emozioni, non sono facili da nascondere. Se la bugia riguarda in particolare le emozioni provate sul momento, ci sono buone speranze che trapeli la verità. Se la menzogna tende a dissimulare la paura o la rabbia, per esempio, la voce dovrebbe suonare più acuta e più forte e il discorso dovrebbe essere accelerato. L’opposto nel caso in cui i sentimenti che si cerca di nascondere siano tristezza e dispiacere.

Il suono della voce può tradire anche bugie che non miravano in partenza a coprire certe emozioni: basta che l’emozione entri in gioco. Per esempio il timore di essere scoperto produrrà l’alterazione tipica della paura. Il senso di colpa per il fatto stesso di mentire potrebbe causare le stesse alterazioni che accompagnano uno stato di tristezza.